lunedì 23 aprile 2007

Nella terra dei superstiti armeni

In tutta la Turchia oggi sono rimasti solo poco più di sessantamila Armeni dopo il genocidio perpetrato nei loro confronti nel 1915.
La maggior parte di questi vivono a Istanbul, ma alcune migliaia si trovano ancora nei villaggi da cui dovettero scappare più di 90 anni fa. Uno di questi è Harput, crocevia delle deportazioni tra il Mar Nero e il Mediterraneo. Poi c'è Elazig, un provincia dove si possono incontrare le macerie delle chiese cristiane distrutte, e dove i poveri pastori della zona cercano riparo nelle notti di freddo. Altri pochi Armeni vivono sulle sponde del lago Goluyuk, ribattezzato Hazar, dove, nell'estate di 92 anni fa, circa 6.000 donne e bambini sono stati uccisi e dati in pasto ai cani perché non lasciassero traccia. Non è facile individuare gli Armeni in queste terre, dal momento che, per la paura di violenze e ritorsioni, spesso cercano di tenere il più possibile nascosta la loro vera identità.
Sono passati 92 anni, ma la paura di essere ammazzati purtroppo non è stata portata via dal tempo.

1 commento:

moro ha detto...

Genocidi "quotidiani" sono perpetrati nelle comunita' rurali di mezzo mondo, senza che ricevano la doverosa attenzione pur essendo un fenomeno di prevaricazione e violenza vergognoso e senza fine... soprattutto quando alla diversita' si aggiungono sentimenti di superiorita' ed odio apparentemente irrisolvibili. Nel nostro viaggio lungo le americhe abbiamo incontrato molte persone vittime di questo sistema, le loro storie raramente hanno un lietofine, ma ci insegnano quanto sia importante la speranza per un futuro migliore...