giovedì 7 agosto 2008
I Senufo, etnia africana presente in Costa d'Avorio, Mali e Burkina Faso
I Senufo sono un'etnia africana che vive nel nord della Costa d'Avorio, in Mali e nel Burkina Faso e che è arrivata in queste regioni nei secoli XV e XVI con un movimento migratorio da nord a sud. La società dei Senufo è organizzata secondo un rigido schema gerarchico. Coloro che stanno più in alto nella scala sociale sono gli agricoltori, mentre gli ultimi sono i musicisti. La loro economia è basata essenzialmente sulla coltivazione della terra, e infatti all'interno di ogni villaggio, quale che sia la sua composizione, si possono sempre trovare giovani uomini dediti all'agricoltura, che contribuiscono allo sviluppo dell'economia del villaggio. La coltivazione e il commercio dei beni che la terra dà ai Senufo costituiscono il cuore della loro economia. Addirittura durante il loro lavoro essi ingaggiano come delle gare per vedere chi riesce a zappare più velocemente la terra, trasformando quasi il lavoro in gioco. Chi vince diventa sambali, titolo che viene considerato uno dei più grandi onori che un uomo possa avere. Un sambali non solo è rispettato e stimato in gioventù, ma avrà anche ruoli di guida del popolo nella sua vecchiaia. Tutti questi elementi sono una chiara dimostrazione di come il legame con la terra sia importante nella cultura e nella vita dei Senufo. I bambini e i ragazzi Senufo crescono in luoghi detti poro, spesso situati in mezzo alla foresta. Nei poro i ragazzi vegono educati come a scuola e realizzano prodotti artigianali in legno come maschere e sculture. Nelle comunità Senufo le donne si occupano principalmente della cucina. Cucinare bene per una donna Senufo è molto importante, perché il non possedere questa qualità è motivo di vergogna. Dal punto di vista della religione, i Senufo sono animisti, considerano il mondo come governato da spiriti a cui devono culti e sacrifici, che devono essere sempre eseguiti alla perfezione per non attirare la loro ira sul villaggio. Per approfondire la conoscenza dei Senufo, questi sono alcuni video che li ritraggono e in cui è possibile vederli in alcune loro danze tipiche, mentre qui si possono vedere alcune immagini che ritraggono persone Senufo o loro prodotti artigianali.
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lunedì 4 agosto 2008
Il tempio di Beomeosa, importante centro del buddismo coreano
In Corea del Sud vi sono molti templi che raccontano la storia del buddismo coreano e dei monaci che hanno sviluppato il buddismo in questo paese. Tra questi forse il più importante è quello di Beomeosa, o Pomosa, costruito sui pendii del monte Kumjong, nella zona di Busan, la seconda città della Corea del Sud. Il suo nome significa "Tempio del pesce Nirvana". Questo tempio fu costruito nel 678 durante il regno di Silla e si dice che il fondatore sia stato il monaco Uisang, importante figura del buddismo coreano in quanto fu il fondatore del movimento Hwaeom, la versione coreana della Scuola Huayan del buddismo cinese. Dopo il suo ritorno dalla Cina, il monaco Uisang si dedicò alla diffusione del suo insegnamento e si dice che costruì una decina di templi in cui si insegnava la sua dottrina. Attualmente il tempio di Beomeosa è costituito da 7 siti principali, chiamati in inglese, rispettivamente, National Treasure 250 (Three Story Stone Pagoda), National Treasure 434 (Dae-ungjeon), Tangible Cultural Asset 2 (Jogyemun), Tangible Cultural Asset 11 (Wonhyoam Eastern Pagoda), Tangible Cultural Asset 12 (Wonhyoam Western Pagoda), Tangible Cultural Asset 15 (Flag Pole Holder), Tangible Cultural Asset 16 (Stone Lamp). Intorno al complesso principale del tempio, vi sono altri 11 piccoli monasteri o templi: Chongnyong-am (Blue Lotus Hermitage), Naewon-am (Buddha's Celestial Teaching Hall Hermitage), Kyemyong-am (Rooster's Crow Hermitage), Taesong-am (Great Saint Hermitage), Kumgang-am (Diamond Hermitage), Anyang-am (Peace Nurturing Hermitage), Miruk-am (Maitreya Hermitage), Wonhyo-am (Former hermitage residence of the famous monk, Wonhyo), Saja-am (Lion Hermitage), Mansong-am (Great Teacher Hermitage), Chijang-am (Ksitigarbha Hermitage). Purtroppo 2 incendi, il primo nel 1592 e il secondo nei primi anni del 1600, distrussero parte del complesso, che originariamente era ancora più grande di come appare oggi, ed era arrivato a ospitare più di 1.000 monaci in più di 360 celle. Per conoscere meglio la storia del tempio di Beomeosa è possibile visitare questo sito, in inglese, dove si possono vedere anche alcune immagini del complesso.
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Corea del Sud
lunedì 28 luglio 2008
Kŭmgangsan, la montagna del diamante
E' stato uno dei primi luoghi della Corea del Nord ad essere aperto alle visite di persone che provenivano dalla Corea del Sud. Il suo nome, Kŭmgangsan, significa Montagna del Diamante, ed è la seconda montagna più alta della Corea del Nord, con i suoi 1.638 metri. Si trova nella catena montuosa di Taebaek, che corre lungo la costa orientale della penisola coreana. Tradizionalmente questa montagna viene divisa in 3 zone: Inner Kŭmgang, Outer Kŭmgang e Sea Kŭmgang. Ciascuna di queste 3 aree ha una propria conformazione geologica e topografica ed è caratterizzata da alcuni elementi specifici. La prima area, la Inner Kŭmgang, è nota per gli spettacolari panorami che offre e per il precipizio di Manpok. La seconda zona, la Outer Kŭmgang, si distingue per l'alto numero di vette e di picchi rocciosi, tra cui svetta la cima Chipson, dove si possono ammirare decine di migliaia di forme rocciose diverse e una moltitudine di cascate e cascatelle che bagnano le conformazioni rocciose a diverso livello. Quello della diversità e del fascino delle forme rocciose che formano questa montagna è uno dei suoi aspetti più caratteristici. Alcuni tra i picchi rocciosi più suggestivi li si possono ammirare nell'area di Manmulsang, mentre tra le cascate, consigliate sono quelle di Kuryong, larghe 4 metri e con un salto d'acqua di 74 metri, che offrono un meraviglioso spettacolo naturalistico. La terza area del Kŭmgangsan, la Sea Kŭmgang, è invece nota per le sue lagune, tra cui quella più conosciuta, navigabile con la barca, è forse quella chiamata Samil, che vuol dire "3 giorni". Il suo significato deriva da una leggenda che racconta che un re visitò un giorno questo lago e, colpito dalla sua bellezza, alla fine decise di rimanervi 3 giorni e non più 1 solo. In generale tutta la montagna del Kŭmgangsan è rivestita di una rigogliosa foresta, dal momento che questa è una delle aree a più alta piovosità di tutta la penisola coreana. Intorno alla montagna infine sorgono molti vecchi templi, conservati non benissimo, che però testimoniano il passato religioso di questa regione; tra questi i più conosciuti sono forse quello di Changan-sa, di Maha-yon e di Pyohon. Per approfondire la propria conoscenza del Kŭmgangsan, queste sono alcune immagini, mentre questo è un breve video girato lì.
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lunedì 21 luglio 2008
La cima Margherita, la terza più alta dell'Africa
La cima Margherita è la terza montagna più alta di tutto il continente africano, dopo il Kilimangiaro e il monte Kenya. E' alta 5.109 metri e si trova sul massiccio montuoso Stanley, nella catena del Ruwenzori, che è nota anche con il nome di Montagne della Luna e che si snoda per circa 120 km lungo il confine tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo. Ai suoi piedi giacciono 2 laghi, il lago Alberta al nord, e il lago Edward al sud. La vetta del monte Margherita sorge su piccolo massiccio roccioso, da affrontare in arrampicata dopo una traversata non lunghissima del ghiacciao permanente sottostante la vetta. Tutta la salità non presenta particolari difficoltà tecniche e offre un grande spettacolo naturalistico, con la cresta nevosa a forma di fungo appena sotto la cima, e con le stalattiti di ghiaccio che pendono dai picchi di roccia che formano la cima. La prima persona che scalò questa cima fu un italiano, più precisamente Luigi Amedeo si Savoia, duca degli Abruzzi, che conquistò la vetta nel 1906 e chiamò la montagna con il nome dell'allora regina d'Italia, Margherita appunto. Per conoscere meglio la cima Margherita è possibile guardare questo video, che mostra l'ascesa di un gruppo di persone alla vetta.
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venerdì 18 luglio 2008
L'Odzala National Park nella Repubblica del Congo
Situato nella striscia occidentale del Congo, poco sopra l'equatore, l'Odzala National Park è uno degli ecosistemi più interessanti di quelli che si possono trovare nelle foreste tropicali africane. Si tratta anche di uno dei parchi più antichi del continente africano, fondato nel 1935. Al suo interno questo parco vede un'alternarsi di zone di fitta foresta e zone di ampia savana, dovuto al fatto che lungo la storia, in queste aree vi sono stati molti passaggi da foresta a savana e viceversa. Questa varietà e mutabilità di paesaggio spiega anche la varietà e la ricchezza della vegetazione e della fauna qui presenti. Colpiscono gli alberi alti 40 metri che sembrano chiudere sotto di sè la foresta, la cui successione è interrotta talvolta da pianori senza alberi e senza piante, a causa del disboscamento, o del prelievo dei minerali e dei sali presenti nel terreno. All'interno della foresta dell'Odzala National Park si possono incontrare gorilla, elefanti, e maiali selvaggi molto grandi, mentre da alcune aree del parco è possibile osservare, puntando gli occhi verso il cielo, una grande quantità di specie diverse di uccelli. Nella zona del parco, la presenza umana è scarsissima, e questo ha garantito anche la preservazione dell'ecosistema naturale e originario del luogo. Solo nella zona sudoccidentale del parco vivono dei gruppi di indigeni appartenenti all'etnia Bantu, che grazie a questo parco vivono, in quanto molte risorse messe a loro disposizione dal parco sono indispensabili alla loro sussistenza. Per avere un'idea più precisa di come si presenta l'Odzala National Park, queste sono alcune sue immagini.
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Repubblica del Congo
Ngazidja, la più grande delle isole Comore
Ngazidja è il nome locale di Grande Comore, la più grande delle 3 isole che formano l'arcipelago dell'Unione delle Comore. Su quest'isola si trova Moroni, la capitale dell'Unione. Si tratta di un'isola di origine vulcanica, con un'area di circa 1.200 km quadrati. A nord, per circa due terzi della sua superficie, è ricoperta da un altipiano roccioso, noto come La Grille, mentre al sud si trova il più grande vulcano dell'arcipelago, il Karthala, alto circa 2.300 metri, e con uno dei crateri più ampi di tutti i vulcani ancora attivi nel mondo. In un secolo e mezzo, da metà del XIX secolo a oggi, vi sono state una dozzina di eruzioni, di cui la più potente risale al 1918, mentre la più recente è del 1977. La presenza di questo vulcano pare sia molto importante per spiegare i nomi sia dell'arcipelago, Comore, sia della capitale, Moroni. Infatti nella lingua del posto, un dialetto derivante dalla lingua swahili, Comore significherebbe "il posto del fuoco", mentre Moroni, il nome della capitale dell'Unione delle Comore, significherebbe "al posto del fuoco". In entrambi i nomi ricorre infatti la parola "moro", che significa "fuoco" o "calore". Gli abitanti di Ngazidja sono qualche centinaia di migliaia, discendono da antichi ceppi africani e arabi e sono prevalentemente di religione musulmana. Essi coltivano i terreni dell'isola che si trovano sotto i 2.000 metri, mentre sopra questa quota dominano foresta tropicale, al sud, e piante grasse, al centro e al nord. Molti abitanti di Ngazidja sono abili pescatori. Tra i prodotti più tipici che vengono da quest'isola vi sono la vaniglia e l'essenza di ylang ylang, contenuta in molti profumi. Arrivare a Ngazidja significa staccare completamente con la nostra vita abitudinaria. Qui tutto contribuisce a tirarti fuori dall'ambiente a cui si è abituati per immergerti in un'atmosfera quasi surreale di solitudine e calma. Le bellissime spiagge bianche con le scogliere nere di roccia lavica, le barriere coralline, la piccole cascate che si trovano ogni tanto, i piccoli laghi vulcanici, tutto concorre a una riconcilazione con la natura più selvaggia. Qui è possibile vedere alcune immagini dell'isola, mentre questi sono alcuni video girati lì.
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Comore
lunedì 14 luglio 2008
Limassol, città del porto, del castello medievale e del vino
Limassol, o Lemesos, è la seconda città di Cipro e costituisce uno dei porti più importanti che si affacciano sul Mediterraneo. Ma oltre alla sua importanza commerciale, Limassol ha anche diversi luoghi interessanti da vedere, che parlano della sua storia, soprattutto quella relativa al periodo medioevale. Limassol ha infatti uno dei castelli più belli dei 9 che si possono trovare a Cipro, che fu costruito dai Bizantini intorno all'anno 1000. In questo castello si dice che si sia sposato Riccardo Cuor di Leone, con l'allora principessa Berengaria di Navarra. Questo castello è stato anche usato, tra il 179o e il 1940, come prigione. All'interno del castello è stato instituito un museo medievale che espone diversi tipi di oggetti, che hanno contribuito a fare la storia di Limassol tra il 400 e il 1870: cannoni, armi, sculture di legno, dipinti, statue, vasi di terracotta, ceramica e altro ancora. Ma si può andare anche più indietro con gli anni, a Limassol. Basta visitare il suo Museo Archeologico, che ospita un'interessante collezione di reperti risalenti a un'epoca storica che va dal Neolitico al periodo dell'impero romano, reperti tutti ritrovati nella zona di Limassol. Ma questa città di Cipro è anche nota per il suo vino. Ogni anno, all'inizio di settembre si tiene qui il grande Festival del vino di Cipro, dove tutti possono degustare gratuitamente il vino del posto, accompagnando le bevute a momenti di festa e spettacoli con gruppi folcloristici del posto. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Limassol, questo è il sito della municipalità, queste sono alcune immagini, e questi sono alcuni video girati lì.
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