lunedì 9 luglio 2007
I Kutia Kondh, un popolo pacifico e geloso delle proprie tradizioni
Un'altra tribù primitiva della regione indiana dell'Orissa è costituita dai Kutia Kondh, un sottogruppo della famiglia etnica dei Kondh. I Kutia Kondh vivono di caccia e di agricoltura e sono una popolazione molto pacifica. Essi ci tengono a preservare la loro cultura e quindi solitamente tendono a mantenere le distanze dagli stranieri. Le loro case sono capanne costruite prevalentemente lungo i pendii delle colline, e sono poste in fila lungo un'asse che va dall'alto verso il basso della collina e che costituisce il "luogo d'incontro" del villaggio, la loro "piazza". Al centro di questo luogo sorge il palo sacrificale, che alcune volte è ornato con fregi triangolari o romboidali. Aspetto caratteristico di questa comunità è l'abbigliamento e il trucco delle donne, che si vestono con una striscia di stoffa attorno ai fianchi e una che si mette attorno al collo e che cade sul torace a mo' di sciarpa. Le donne Kutia Kondh, a differenza di quelle appartanenti ad altri gruppi Kondh, non si fanno i tatuaggi per esorcizzare gli spiriti maligni, ma talvolta si adornano le guance e la fronte con tre semplici puntini, e sovente amano portare bracciali e altri ornamenti. Anche gli uomini Kutia Kondh indossano una fascia che cinge i fianchi, che costituisce un vestito chiamato Kodi.
sabato 7 luglio 2007
La tribù primitiva dei Bonda
I Bonda costituiscono una delle tribù più primitive dell'India e vivono in una zona collinare a sud di Jeypore nella regione indiana dell'Orissa. Essi vivono su terreni poco fertili trascurati dagli indù, utilizzando delle tecniche di semina e di coltivazioni molto primitive. I Bonda oggi sono rimasti solo in 1.500 e continuano a diminuire per vari motivi: la loro esclusione dal contesto dell'India che conta e che si sviluppa, l'alta mortalità infantile, il loro spirito bellicoso che ogni anno genera diversi morti, il problema della consanguineità. Tra gli aspetti caratteristici del loro stile di vita, un largo uso di bevande alcoliche distillate da vari elementi vegetali, come la palma, i fiori e il riso, rapporti familiari improntati all'individualismo e una forte irascibilità che si può scatenare con molta facilità, anche perché gli uomini Bonda portano sempre con sé arco e frecce. I Bonda sono riconoscibili anche per il loro abbigliamento, in cui spiccano i larghi e grossi collari in bronzo o in alluminio, i grandi bracciali e le cinture vistose. Le donne Bonda non si coprono il petto con un capo di abbigliamento, ma con innumerevoli fili di perline, che ricoprono anche il loro capo rasato. Per coprire le parti intime portano un gonnelino a righe molto succito, chiamato ringa, tessuto al telaio di casa.
venerdì 6 luglio 2007
A degustare vino greco nel Peloponneso
Il Peloponneso costituisce la regione vinicola più grande della Grecia, dal momento che i suoi vigneti rappresentano il 38% della totale superficie viticola della Grecia. Diversi sono i vini prodotti in questa zona. C'è il Mantinia, un vino bianco prodotto dal vitigno Moschophilero, un uva aromatica e dalla buccia colore rosa, da cui si produce un vino secco, leggero e profumato. Il Patras è un altro vino bianco prodotto però dal vitigno Rhodotis, talvolta è leggermente rosato, ed è un vino molto fresco ed equilibrato. Un vino rosso è invece il Nemea, prodotto da vitigno Agiorgitiko, un'uva a bacca rossa molto diffusa, il cui vigneto è situato a nord-ovest del Peloponneso, vicino all'istmo di Corinto. Buoni e consigliati sono anche i vini liquorosi prodotti in questa regione, come il Mavrodaphni di Patrasso, un vino liquoroso rosso, prodotto dall'omonimo vitigno, al quale viene aggiunta anche una miscela di Nero di Corinto. Questo vino è maturo dopo 10 anni e il vitigno da cui viene gli conferisce una particolare fragranza. Vi sono poi dei moscati importanti come il Moscato di Patrasso e il Moscato di Rione di Patrasso, entrambi del vitigno Moscato Bianco. Essi sono di colore topazio, utilizzabili sia per gli aperitivi sia per accompagnare il dessert.
giovedì 5 luglio 2007
L'isola di Corfù, non solo spiagge e divertimento
Corfù è una delle isole greche più visitate. Sicuramente le spiagge (Aghios Georgios, Aghios Gordis, Kassiopi, Kalami, Barbati, Glyfada, Sidari sono solo alcune di queste) e la vita mondana (Dassia e Ipsos sono in questo senso, per i loro locali, i loro ristoranti e le loro discoteche, le mete più ambite dai più giovani) sono al centro del flusso turistico tradizionale, ma Corfù merita una visita anche per altri elementi di interesse. Uno di questi è le bellezze architettoniche ospitate dal capoluogo dell'isola, Kerkyra. Qui si vedono ancora i segni della dominazione veneziana, con tante vestigia, palazzi e semplici case che hanno lo stile tipico di quel periodo. Un consiglio per Kerkyra è di fare una passeggiata intorno alla Spianada Square, una delle più grandi piazze d'Europa. Qui è possibile anche godersi un buon caffè in uno dei tanti bar posti sotto l'Arco di Liston, costruito durante l'occupazione dell'impero francese. Un altro aspetto interessante da notare a Corfù è la ricchezza della sua fauna, con più di 150 specie diverse, molte delle quali rare, come la mayremys caspica, una tartaruga d'acqua dolce, l’ibis del tipo plegadis falcinellus, la platalea leucorodia, il gelochelidon nilotica, l’airone argentato, il cormorano pigmeo, e le anatre selvatiche. E' bello poi girare l'isola con una bicicletta o una moto su e giù per le fertili colline, ricoperte di viti, olivi, agrumi e fichi, e magari fare una passeggiata per raggiungere la montagna più alta dell'isola, il Pantokrator, alto 908 metri.
mercoledì 4 luglio 2007
L'isola di Salamina, dove si svolse la più grande battaglia navale dell'antichità
Non è tra le isole che solitamente sono meta dei grandi flussi turistici, ma l'isola di Salamina merita una visita per diversi motivi. Innanzitutto per ragioni storiche. Qui infatti si è svolta quella che forse può essere definita come la battaglia navale più grande dell'antichità, in cui gli ateniesi sconfissero i persiani di Serse nel 480 a.C. Secondo la tradizione mitologica poi l'isola, che prenderebbe il suo nome dalla ninfa Salamina, avrebbe partecipato alla famosa guerra di Troia. E qui nacque il grande poeta greco Euripide. Oggi Salamina è l'isola più grande dell'arcipelago Argosaronico e la più vicina alla terraferma atenise. Tra il porto di Atene Pireo e il porto Paloukia di Salamina vi sono infatti solo 2 km, percorribili in 40 minuti di aliscafo. Mentre la parte a nord dell'isola, a causa della sua vicinanza al porto di Atene, non è balneabile, a sud dell'isola si trovano le spiagge di Kanakia, Peristeria, Yialia e Satirli. Altre spiagge balneabili sono quella di Selinia, sulla costa est, e di Eandio, sulla costa ovest. Ma forse più che le spiagge, meritano una visita il capoluogo dell'isola, Salamina, che ospita molti edifici costruiti con lo stile architettonico tradizionale, la località di Abelakia, con l'acropoli dell'antica Salamina, e la località di Peristeria, dove si trova la grotta di Euripide. Consigliabili infine sono anche il Monastero della Faneromeni, che si trova all'interno di una fresca pineta a 6 km a nord-ovest della città di Salamina, il Monastero di Haghios Nikolaos, e il Museo Archeologico di Salamina.
martedì 3 luglio 2007
L'isola di Kythira, una delle più incontaminate della Grecia
Tra tutte le isole della Grecia Kythira è una di quelle dove il flusso turistico di massa è arrivato più tardi. E' una delle isole Ionie, a sud est del Peloponneso. Il capoluogo dell'isola è Chora, costruita su una rocca a picco sulle baie. Dalla fortezza della città si gode di un ottimo panorama.
Altra cittadina interessante da visitare è Kapsali, un paesino che si sviluppa su due baie distinte, una con una bella spiaggia, l'altra con un porto di pescatori dal sapore antico, dietro al quale sorge, arroccato su una collina, il monastero di Agios Joannis, dove si dice che San Giovanni abbia cominciato a scrivere l'Apocalisse. Proprio dalla baia di Kapsali, si può uscire in barca e, andando verso sinistra, raggiungere le spiagge di Kiriakolou e Chalkos, due delle più belle spiagge dell'isola. Altre spiagge belle e incontaminate sono Kaladi, incastonata tra rocce a strapiombo sul mare e con dei fondali molto belli, e Vroulea, dove si dice sia nata Venere, la dea della bellezza. Ci sono poi altre zone molto tranquille nell'isola di Kythira. Una di queste è Palaiopoli, un'area pianeggiante con un litorale vasto e sabbioso molto bello, dove non è raro trovare campeggiatori e naturisti. Avlemonas è un altro posto dove regna la pace. Si tratta di un un tipico paesino di pescatori situato alla fine di una pittoresca e rocciosa baia, con un castello veneziano sul promontorio lì vicino. Da qui è possibile anche fare una gita in barca alle isole Dragones, isole piuttosto aride e piatte, ma con dei fondali molto belli. Un posto forse ancora più fuori dal mondo è Andikythira, un isolotto raggiungibile con un viaggio in barca di 2 ore, dove si trovano solo 4 casette e una spiaggetta di sassi, con un'atmosfera antica che rende questo luogo forse il più incontaminato dell'isola. Un'altra meta molto poco battuta dell'isola è poi Milopotamos, un paesino dell'entroterra nascosto tra monti e vallate, da dove si può raggiungere la cascata di Neraida, un posto molto suggestivo completamente immerso nella natura.
Altra cittadina interessante da visitare è Kapsali, un paesino che si sviluppa su due baie distinte, una con una bella spiaggia, l'altra con un porto di pescatori dal sapore antico, dietro al quale sorge, arroccato su una collina, il monastero di Agios Joannis, dove si dice che San Giovanni abbia cominciato a scrivere l'Apocalisse. Proprio dalla baia di Kapsali, si può uscire in barca e, andando verso sinistra, raggiungere le spiagge di Kiriakolou e Chalkos, due delle più belle spiagge dell'isola. Altre spiagge belle e incontaminate sono Kaladi, incastonata tra rocce a strapiombo sul mare e con dei fondali molto belli, e Vroulea, dove si dice sia nata Venere, la dea della bellezza. Ci sono poi altre zone molto tranquille nell'isola di Kythira. Una di queste è Palaiopoli, un'area pianeggiante con un litorale vasto e sabbioso molto bello, dove non è raro trovare campeggiatori e naturisti. Avlemonas è un altro posto dove regna la pace. Si tratta di un un tipico paesino di pescatori situato alla fine di una pittoresca e rocciosa baia, con un castello veneziano sul promontorio lì vicino. Da qui è possibile anche fare una gita in barca alle isole Dragones, isole piuttosto aride e piatte, ma con dei fondali molto belli. Un posto forse ancora più fuori dal mondo è Andikythira, un isolotto raggiungibile con un viaggio in barca di 2 ore, dove si trovano solo 4 casette e una spiaggetta di sassi, con un'atmosfera antica che rende questo luogo forse il più incontaminato dell'isola. Un'altra meta molto poco battuta dell'isola è poi Milopotamos, un paesino dell'entroterra nascosto tra monti e vallate, da dove si può raggiungere la cascata di Neraida, un posto molto suggestivo completamente immerso nella natura.
lunedì 2 luglio 2007
I piatti tipici della cucina greca
Uno dei piaceri più grandi di una vacanza in Grecia è mangiare i numerosi piatti tipici della sua cucina. A cominciare dagli antipasti, la gamma di scelta tra le ricette greche è molto ampia. Si può iniziare spalmando su del pane una delle numerose salse con cui i greci si preparano al pasto vero e proprio: la melitzanosalata, la crema di melanzane, o la taramosalata, la crema di uova di pesce o lo tzatziki, la crema di yogurt, cetrioli ed aglio. Questi appetizers possono essere accompagnati da antipasti più corposi come il polipo stufato nel vino, i dolmadakia, involtini di foglie di vite ripieni di riso, o i tyropitakia, sfoglie ripieni di feta, il formaggio più importante della Grecia, a base di latte di pecora. Dopo l'antipasto, si può passare ai piatti "forti" come il coniglio ripieno, i souvlaki, gli spiedini, lo stifado, vitello cucinato con i cipollotti e il sugo di pomodoro, e il youvetsi, l'agnello con la pasta. Sempre a base di carne sono la bifteki, polpetta di carne fatta con cipolle, prezzemolo e aglio, il mousaka, preparato con carne, melanzane, pomodori, cipolla e besciamella, e la papoutsakia, melanzane ripieni di carne. L'accompagnamento di questi piatti di carne può essere costituito dalla tipica insalata greca composta da pomodoro, cetriolo, peperoni verdi, cipolla, olive nere e feta, il tutto condito con olio e origano. I pesci, dalle maridas al pesce spada, si possono mangiare cucinati in innumerevoli modi. Tra i formaggi, oltre al feta, vi è anche il manuri, molto saporito e anch'esso prodotto con latte di pecora, e il kefalotiri, formaggio di pasta dura adatto per essere grattuggiato. Se si desidera invece un pasto-spuntino o un take-away, si consiglia il tyropita, la focaccia ripiena di feta, o il ghiros, il tipico panino greco, una sorta di piedina imbottita di carne di maiale, pomodoro, cipolla, patatine fritte e tzatziki. Infine, per quanto riguarda i dolci, quelli tipici greci si possono distinguere per la presenza di noci, mandorla e cannella. Due nomi su tutti: il baklavas e il kataifi.
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