giovedì 14 maggio 2015

In Bhutan, nella scuola dove si coltiva l'orto e si mangia sano

In Bhutan c'è una scuola, la scuola elementare di Jigme Losel, dove i bambini possono mangiare sano e biologico tutti i giorni, e in misura sufficiente. La dieta di questi bambini si basa su riso e su verdura fresca; il riso arriva dalle famiglie che donano alla scuola, come contributo volontario, una certa quantità ogni mese, mentre le verdure sono coltivate direttamente nella scuola, in un piccolo orto dove i bambini imparano anche a coltivarle e a farle crescere. Questo sistema di alimentazione è nato perché il preside della scuola si era accorto che, durante l'ora del pranzo, alcuni bambini non mangiavano con gli altri, ma scappavano via e se ne stavano da soli in disparte; chiedendosi il perché di questo comportamento, il preside ha scoperto che quelli che se ne stavano soli erano bambini di famiglie povere che a casa non avevano cibo sufficiente. Cosi è nata l'idea dell'orto e del contributo volontario di riso, che permette a tutti i bambini di avere almeno un pasto sano e completo al giorno. E pare che questo sistema relativo all'alimentazione dei bambini abbia anche migliorato il loro rendimento scolastico. Per chi volesse approfondire, si consiglia la visione di questo video.

mercoledì 13 maggio 2015

Lo dzong di Punakha, vecchio centro politico del Bhutan

Punakha è una cittadina del Bhutan che è stata capitale di questo Paese fino al 1955, anno in cui la capitale è stata spostata a Thimphu. Lo dzong invece è, in Bhutan, una fortificazione che costituisce il centro politico, religioso, amministrativo e giudiziario di ciascuno dei 20 distretti in cui è suddiviso il Paese, e i locali che costituiscono internamente lo dzong sono divisi tra amministrativi e religiosi. Lo Dzong di Punakha è stato quindi, fino al 1955, il centro politico, amministrativo e religioso del Bhutan. Per questo non meravigliano le sue dimensioni imponenti e ciò che si trova al suo interno. Lo dzong, costruito nel 1637-38, è lungo 180 metri e largo 72 metri, i suoi edifici costituiscono una struttura compatta di 6 piani con una torre centrale, chiamata nella lingua locale utse, e all'interno di questa struttura vi sono 3 cortili. Sul primo cortile si affacciano gli uffici amministrativi dello dzong e al suo interno vi sono uno stupa molto largo e un albero di fico sacro per i locali. Sul secondo cortile si affacciano le residenze dei monaci, mentre nel terzo cortile sono conservati i resti di Ngawang Namgyal, considerato il fondatore, nonché il padre religoso e politico del Bhutan e costruttore di questo dzong. Lo dzong di Punakha, essendo situato alla confluenza di 2 fiumi, il Pho Chhu e il Mo Chhu, è stato più volte danneggiato dalle alluvioni, nonché da alcuni terremoti che si sono succeduti lungo gli anni, ma ora esso è stato completamente ristrutturato ed è in buone condizioni. Per chi volesse farsi un'idea dello dzong di Punakha, queste sono alcune immagini del posto, mentre questi sono alcuni video girati lì.

martedì 12 maggio 2015

La Mount Hood National Forest, in Oregon

Si trova a circa 100 km a est dalla città di Portland, in Oregon, ed è un'area protetta dal 1892. E' la Mount Hood National Forest, che deve il suo nome al monte Hood, che domina la foresta con i suoi 3.426 metri di altezza. E' una foresta rigogliosa, molto fitta e molto grande, in cui si trovano anche fiumi, tra cui il Clackamas River è forse quello che presenta il paesaggio più suggestivo, torrenti e piccole cascate, e 4 laghi: il Lost Lake, il Burnt Lake, il Timothy Lake e il Trillium Lake. Il modo migliore di visitare questa foresta è quello di camminarci dentro, utilizzando alcuni dei numerosi sentieri e delle strade sterrate che si possono trovare al suo interno, ma i visitatori possono divertirsi anche con altre attività quali la pesca, il rafting, la corsa a cavallo, le passeggiate in mountain bike e, ovviamente, la scalata al Mount Hood. Per chi volessere organizzare una visita alla Mount Hood National Forest, questo è il sito ufficiale del posto, dove si possono raccogliere molte informazioni utili, queste sono alcune immagini della foresta e del Mount Hood, e questi sono alcuni video girati lì.

lunedì 11 maggio 2015

I Domes de Fabedougou, le rocce a forma di igloo

Costituiscono uno spettacolo poco conosciuto, ma vanno ad aggiungersi a quei paesaggi rocciosi suggestivi che si possono trovare nel mondo, come il deserto dei pinnacoli in Australia o i Sindou Peaks in Burkina Faso. Si tratta dei Domes de Fabedougou, una distesa di formazioni rocciose calcaree a forma di igloo, qualcuno più alto e stretto, qualcun altro più tozzo, largo e basso, che si trovano, come dice il nome stesso, vicino a Fabedougou, che è un villaggio situato nella regione sud-occidentale del Burkina Faso. Pensate, a quanto pare, queste formazioni risalgono a 1,8 miliardi di anni fa, quando ancora erano dei fondali degli oceani. Poi, un po' l'erosione delle acque dei mari, e un po' l'azione di vento e acqua una volta emersi dagli oceani, hanno modellato in questo modo queste formazioni rocciose. Il luogo non è molto frequentato, pertanto lo si può tranquillamente visitare passeggiando tra i Domes, o anche, se capaci, arrampampicandosi su alcuni di essi, per godere dall'alto del panorama suggestivo offerto da questo paesaggio naturale. Per avere un'idea di cosa offrono i Domes de Fabedougou, queste sono alcune immagini del posto, mentre qui si possono trovare alcuni video girati lì.

domenica 10 maggio 2015

I Sindou Peaks in Burkina Faso

Il paesaggio ricorda quello del deserto dei pinnacoli vicino a Perth, in Australia, ma questo posto non si trova in Australia, bensi in Burkina Faso. Stiamo parlando dei Sindou Peaks, i picchi di Sindou, delle formazioni rocciose particolarmente affascinanti che si trovano a una cinquantina di km dalla città di Banfora, nella regione occidentale del Burkina Faso. Sono dei picchi di roccia di origine arenaria, come delle stalagtiti alla rovescio, alcuni isolati, altri aggruppati su un medesimo basamento roccioso, e la loro forma particolare è dovuta da una parte ai movimenti degli antichi mari che milioni di anni fa li sommergevano, dall'altra all'azione di pioggia e vento nel corso degli anni. Si tratta di picchi che possono raggiungere l'altezza anche di 80 metri. La differenza con il deserto dei pinnacoli australiano è che alla base dei Sindou Peaks non c'è deserto, ma una pianura che è un misto tra una pianura verde ricoperta di vegetazione e la savana. Cosi, per godersi lo spettacolo dei picchi di Sindou c'è la possibilità di fare delle belle gite a piedi tra di essi andandoli a scoprire da soli o con un guida del posto. Per avere un'idea di quello che sono i picchi di Sindou, queste sono alcune immagini del posto, mentre qui si possono vedere dei video girati lì.

sabato 9 maggio 2015

L'Arli National Park in Burkina Faso

L'Arli National Park è un parco nazionale che si trova nella regione sud-orientale del Burkina Faso. Ciò che lo rende interessante è la varietà sia di animali che di habitat naturali che vi si possono trovare nei suoi 760 km quadrati circa. Tra gli animali che vivono nell'Arli National Park vi sono un centinaio di leoni, circa 200 elefanti, lo stesso numero circa di ippopotami, che si possono trovare in alcuni dei numerosi laghetti sparsi per il Parco, soprattutto nel laghetto di Tounga, e poi ancora vi sono bufali, cinghiali, babbuini, scimmie e vari tipi di antilopi, tra cui l'Alcelaphus buselaphus, l'Hippotragus equinus, e il Kobus ellipsiprymnus. Ma anche i paesaggi sono molto vari nell'Arli National Park, e spaziano dalle fitte foreste che si distendono lungo i fiumi Arli e Pendjari, alla savana e alle colline arenarie della catena di Gobnangou. L'Arli National Park lo si può raggiungere con l'auto prendendo l'autostrada N19.

venerdì 8 maggio 2015

Tra i Pigmei della foresta Ituri

La foresta Ituri è una foresta pluviale a nord della Repubblica Democratica del Congo. In questa foresta abitano uno dei gruppi tribali piùprimitivi del luogo, i Pigmei Mbuti. Questi Pigmei vivono in gruppi composti da un numero di membri che può andare da 15 a 70 a seconda di diversi fattori esterni, come la zona della foresta dove si trovano, le possibilità di caccia, le possibilità di commercio con altri gruppi e le malattie che essi devono affrontare. Questi gruppi di Pigmei tendono a fare una vita nomade spostandosi da un'area all'altra della foresta durante l'anno, e portandosi tutto il necessario sulle loro spalle durante gli spostamenti. Questo loro stile di vita contribuisce a preservare meglio la foresta perché permette ad animali e vegetazione di non essere saccheggiati oltre modo. Quando i pigmei arrivano in un luogo della foresta dove decidono di stanziarsi, essi ripuliscono l'area tagliando cespugli e piccoli alberi, ma non toccano gli alberi più grandi che costituiranno una sorta di tettoria naturale per le loro abitazioni, simili ad igloo fatti con materiali naturali, proteggendole dal caldo sole tropicale e rendendo più facile la raccolta di miele e selvaggina, principali alimenti di questa popolazione. Questo consente alla foresta di rimanere quasi intonsa una volta che i pigmei decidono di lasciare un'area per spostarsi in un'altra. Zone predilette per la sosta dei Pigmei sono quelle vicine ai villaggi, in modo che essi possano andare in essi a scambiare il miele e la carne che raccolgono e cacciano con altri beni a loro utili, come la manioca. Il commercio avviene solitamente da famiglia a famiglia, ossia una famiglia di Pigmei decide con quale famiglia del villaggio scambiarsi i beni e generalmente tutti gli scambi poi avverranno sempre tra quelle due famiglie, anche per più generazioni. I villaggi vengono proprio solo usati per gli scambi tendenzialmente, perché i Pigmei preferiscono di gran lunga la vita giorno per giorno della foresta, perché lì possono avere una dieta più sana, acqua più pulita, una minor incertezza, meno malattie e non hanno hanno bisogno di soldi. Nei gruppi di Pigmei, le donne si dedicano principalmente alla raccolta di alimenti vegetali e conribuiscono alla caccia degli animali di terra fatta con le reti, dove il loro ruolo è quello di spaventare gli animali e farli cadere nelle reti disposte dagli uomini, prima che questi ultimi li sollevino con la selvaggina dentro; gli uomini del gruppo invece sono dediti alla caccia e alla raccolta del miele. Quest'ultima avviene in modo particolare: i Pigmei si arrampicano su alberi alti anche 30 metri, si avvicinano ai nidi delle api, e quando li hanno raggiunti, bruciano un legno particolare che prduce un fumo che fa scappare le api dal loro alveare permettendo al raccoglitore di prendere tutto il miele dell'alveare. Oggi la vita di questi Pigmei della foresta Ituri rischia di subire diversi cambiamenti a causa, soprattutto della deforestazione e delle sue conseguenze. La costruzione di strade e fabbriche distrugge parti di foresta, forzando i Pigmei ad andare a vivere e a lavorare nei villaggi; un lavoro che viene richiesto a loro, per esempio, è  la caccia degli elefanti della foresta, le cui zanne d'avorio sembrano essere più preziose di quelle degli elefanti della savana. Inoltre il forzato spostamento dei Pigmei dalla foresta ai villaggi porta a loro malattie cui il loro sistema immunitario non è abituato. E infine coloro che aprono fabbriche e strade solitamente non hanno più manioca da dare ai Pigmei, ma denaro, tabacco e marijuana, tutti elementi che alterano lo stile di vita semplice, sobrio e sano della foresta. Per chi volesse conoscere megli i Pigmei Mbuti e la loro vita, questi video sono girati nella aree della foresta dove essi vivono.