La penisola di Samanà è sicuramente una delle regioni più belle e più piacevoli della Repubblica dominicana. Oltre alle spiagge, ai resort lungo la costa e alla scatenata vita notturna, vi sono anche delle attrazioni meno conosciute, ma sicuramente interessanti per chi vuole visitare a 360° tutta la penisola. Tra queste le balene che ogni anno, da metà gennaio a metà marzo, arrivano dai mari artici per svernare nella baia di Samanà. Dal porto di Samanà ogni giorno partono i battelli per andare ad avvistare le balene, ed il luogo dove è più facile incontrarle è una zona di mare denominata Banco de la Plata.
Le balene che si possono ammirare a Samanà sono delle megattere, distinguibili dalla particolare pinna dorsale che appare come una specie di grande gobba. Queste megattere possono arrivare fino a 20 metri di lunghezza e alla nascita possono pesare addirittura 2 tonnellate.
Visualizzazione post con etichetta Santo Domingo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Santo Domingo. Mostra tutti i post
lunedì 26 marzo 2007
venerdì 23 marzo 2007
JetSet, raffinata discoteca di Santo Domingo
Per chi ha la fortuna di suggiornare a Santo Domingo, consiglio di non farsi sfuggire l'occasione di passare una serata in quella che è forse la discoteca più raffinata ed elegante di Santo Domingo, il JetSet, situata in Avenida Independencia 225.
La discoteca arriva a contenere fino a 600 persone, ha due piste da ballo con maxischermi su cui poter vedere le esibizioni degli artisti che si ascoltano in discoteca. Si balla ovviamente salsa, merengue e bachata, e la scelta della musica è di primissima qualità; qui si sono esibiti alcuni grandissimi artisti latinoamericani come Oscar de León, Víctor Manuel, José Alberto (El Canario), Gilberto Santa Rosa, Fernando Villalona y El Conjunto Quisqueya.
Un altro aspetto molto importante di questa discoteca è che è un luogo sicuro, senza fumo, con un pubblico raffinato ma nello stesso semplice. Il venerdi e il sabato dalle 9 a mezzanotte le consumazioni costano la metà, mentre il lunedi è il giorno dedicato ai concerti live.
Sul sito della discoteca è possibile comunque trovare il calendario aggiornato delle serate.
La discoteca arriva a contenere fino a 600 persone, ha due piste da ballo con maxischermi su cui poter vedere le esibizioni degli artisti che si ascoltano in discoteca. Si balla ovviamente salsa, merengue e bachata, e la scelta della musica è di primissima qualità; qui si sono esibiti alcuni grandissimi artisti latinoamericani come Oscar de León, Víctor Manuel, José Alberto (El Canario), Gilberto Santa Rosa, Fernando Villalona y El Conjunto Quisqueya.
Un altro aspetto molto importante di questa discoteca è che è un luogo sicuro, senza fumo, con un pubblico raffinato ma nello stesso semplice. Il venerdi e il sabato dalle 9 a mezzanotte le consumazioni costano la metà, mentre il lunedi è il giorno dedicato ai concerti live.
Sul sito della discoteca è possibile comunque trovare il calendario aggiornato delle serate.
venerdì 2 marzo 2007
Il Sud ovest di Santo Domingo
E' la parte meno conosciuta di Santo Domingo ma è sicuramente una delle più interessanti per immergersi nella cultura e nel modo di vivere dei dominicani.
E' consigliabile prendere un guagua (il pulmino locale) dalla Capital, Santo Domingo, e a ritmo di bachata e merengue, dirigersi verso La Descubierta e Jimani, al confine con Haiti.
Questa zona è molto interessante per un duplice motivo, uno di carattere storico e l'altro sociale.
Questa è la zona dove si possono ammirare le tracce dei Tainos, il popolo che viveva sull'Isola prima dello sbarco di Cristoforo Colombo e che fu trucidato in 50 anni. Vi sono grotte con i dipinti e le incisioni dei Tainos e v'è il lago Enriquillo, importante per la storia di questo popolo perché qui si difese a oltranza l'ultimo capo dei Tainos, Enriquillo appunto, che fu l'unico a resistere al dominio degli spagnoli.
Dal punto di vista sociale invece questa zona è interessante perché qui si vive l'incontro tra il popolo dominicano e gli immigrati haitiani che vengono a Santo Domingo in cerca di fortuna e che spesso si fermano nella piantagioni di canna da zucchero della zona per 2 dollari al giorno. Questa è una delle zone più povere ma più eloquenti della vita di Santo Domingo.
E' consigliabile prendere un guagua (il pulmino locale) dalla Capital, Santo Domingo, e a ritmo di bachata e merengue, dirigersi verso La Descubierta e Jimani, al confine con Haiti.
Questa zona è molto interessante per un duplice motivo, uno di carattere storico e l'altro sociale.
Questa è la zona dove si possono ammirare le tracce dei Tainos, il popolo che viveva sull'Isola prima dello sbarco di Cristoforo Colombo e che fu trucidato in 50 anni. Vi sono grotte con i dipinti e le incisioni dei Tainos e v'è il lago Enriquillo, importante per la storia di questo popolo perché qui si difese a oltranza l'ultimo capo dei Tainos, Enriquillo appunto, che fu l'unico a resistere al dominio degli spagnoli.
Dal punto di vista sociale invece questa zona è interessante perché qui si vive l'incontro tra il popolo dominicano e gli immigrati haitiani che vengono a Santo Domingo in cerca di fortuna e che spesso si fermano nella piantagioni di canna da zucchero della zona per 2 dollari al giorno. Questa è una delle zone più povere ma più eloquenti della vita di Santo Domingo.
venerdì 16 febbraio 2007
La Isabela, la prima città di Cristoforo Colombo in America
A nord di Santo Domingo, e più precisamente a 55 km da Puerto Plata, si trova un sito molto interessante da un punto di vista storico: La Isabela, dove sorgono i resti della prima cittadina voluta e costruita da Cristoforo Colombo e i suoi primi compagni appena sbarcati sulle coste del Nuovo Mondo.
La città venne inaugurata con una messa solenne il 6 gennaio 1494 e fu abbandonata dopo 4 anni perché gli spagnoli iniziarono a morire uno dopo l'altro a causa della febbre gialla e della sifilide.
Dell'antica città oggi si possono vedere l'ampia spianata dell'insediamento iniziale, il basamento perimetrale della chiesa e parte dei muri della casa dove abitava Cristoforo Colombo.
Scavi recenti hanno individuato anche l'esistenza di un cimitero dove spagnoli e indios venivano seppelliti insieme, a testimoniare il rapporto amichevole che vi fu all'inizio del processo di conquista degli Spagnoli.
Per raggiungere La Isabela si consiglia di prendere un motoconcho da Puerto Plata e farsi portare fino al sito archeologico, dove è possibile anche vedere un museo che racconta i primi passi dei conquistatori a Santo Domingo.
La città venne inaugurata con una messa solenne il 6 gennaio 1494 e fu abbandonata dopo 4 anni perché gli spagnoli iniziarono a morire uno dopo l'altro a causa della febbre gialla e della sifilide.
Dell'antica città oggi si possono vedere l'ampia spianata dell'insediamento iniziale, il basamento perimetrale della chiesa e parte dei muri della casa dove abitava Cristoforo Colombo.
Scavi recenti hanno individuato anche l'esistenza di un cimitero dove spagnoli e indios venivano seppelliti insieme, a testimoniare il rapporto amichevole che vi fu all'inizio del processo di conquista degli Spagnoli.
Per raggiungere La Isabela si consiglia di prendere un motoconcho da Puerto Plata e farsi portare fino al sito archeologico, dove è possibile anche vedere un museo che racconta i primi passi dei conquistatori a Santo Domingo.
Iscriviti a:
Post (Atom)