lunedì 3 maggio 2010
I Pitons, le montagne simbolo di Santa Lucia
Costituiscono il simbolo dell'isola caraibica di Santa Lucia e sono state immortalate nella bandiera di questo piccolo paese. Sono i monti Pitons, 2 coni spettacolari di origine vulcanica situati nella parte meridionale della costa occidentale di Santa Lucia, vicino alle città di Soufrière e Choiseul. Il più alto dei 2 Pitons si chiama Gros Piton, mentre il più piccolo si chiama Petit Piton. Entrambi raggiungono un altezza di poco inferiore agli 800 metri. A collegare le due cime una frattura nel terreno, chiamata, Piton Mitan, da cui esce della lava. In questo video si puà avere una visione dall'alto dei monti Pitons, mentre in quest'altro video è possibile vedere le 2 montagne dal basso. E' possibile osservare i 2 Pitons anche da altri punti panoramici, effettuando delle escursioni nelle foreste circostanti. Qui è possibile vedere altre immagini dei monti Pitons. I monti Pitons sono ricoperti da una fittissima vegetazione e sono circondati ai loro piedi da piccole baie che, data l'origine vulcanica del posto, sono caratterizzate da sabbia scura. Lungo la costa che circonda i Pitons, si susseguono i villaggi colorati dei pescatori. Oltre ad essere stati raffigurati sulla bandiera di Santa Lucia, le due note montagne hanno dato anche il nome a una birra prodotta lì.
lunedì 26 aprile 2010
Le tre rocche del Monte Titano a San Marino
Sulle tre cime più alte del monte Titano, il monte più alto della Repubblica di San Marino, alto circa 700 metri, sorgono tre rocche molto caratteristiche, che sono state anche immortalate su alcune delle monete sammarinesi dell'euro. La rocca che sorge sul punto più alto del monte Titano si chiama Cesta o Fratta, è chiamata anche la seconda rocca, risale al XV sec. d.C. ed ha una forma pentagonale; al suo interno si può visitare il Museo sammarinese delle armi antiche, che ospita 2.000 armi antiche oltre ad armature e divise. La rocca più piccola delle 3 si chiama Montale, e in essa si trova una profonda prigione, alta 8 metri, detta fondo della torre. La rocca più grande delle 3 invece si chiama Rocca o Guaita, che significa appunto "fare la guardia", ma è chiamata anche la prima rocca. La Guaita è anche la rocca più antica, risalente all'XI secolo d.C., ed è circondata da ben 2 cinte murarie, di cui quella più interna è la più antica, mentre quella più esterna, coronata da merli e rafforzata da torrioni angolari, costituiva una parte delle prime mura costruite a difesa della Città di San Marino. Per farsi un'idea delle 3 rocche di San Marino, è possibile vedere questo video, dove si possono vedere delle immagini delle 3 rocche, e questo video, che riprende la rocca Guaita e che mostra anche il panorama che si può ammirare da lassù, mentre per chi volesse visitare le 3 rocche, si consiglia la consultazione di questo sito.
lunedì 19 aprile 2010
L'O Le Pupu Pu'e National Park di Samoa
E' stata la prima area nell'Oceano Pacifico meridionale a essere dichiarata Parco Nazionale, nel 1978. Si chiama O Le Pupu Pu'e ed è un parco nazionale situato sull'isola di Upolu, nell'arcipelago delle isole Samoa. Il parco si estende per 2.875 ettari, che vanno dalle scogliere fatte di roccia lavica di O Le Pupu Lava Coast ai due monti a situati a nord, il monte Fito, alto 1.028 metri e il monte Pu'e, alto 885 metri; non a caso il suo nome significa, nella lingua del posto, "dalla costa fino alla cima della montagna". All'interno del parco vi sono diverse cose interessanti da vedere. Innanzitutto la Pe'ape'a Cave, un'affascinante caverna costituita da un grosso tubo di lava solidificata; la visita all'interno della caverna è consigliata solo a chi ha attrezzatura e esperienza sufficiente per affrontare eventuali imprevisti. Altri posti suggestivi dell'O Le Pupu Pu'e National Park sono le cascate di Ofa, quelle di Togitogiga, e le scogliere della O Le Pupu Lava Coast, disegnate dalla lava fuoriuscita dai vulcani e caratterizzate da ricche e affascinanti sfumature cromatiche. E' inoltre possibile fare delle belle passeggiate di trekking immersi nelle foreste pluviali lussureggianti di cui è ricco il parco. Dal punto di vista invece della flora e della fauna presenti nel parco, vanno segnalati, tra le specie più rare presenti, la specie autoctona di pipistrelli chiamata Pteopus tonganus, e quello che è considerato il fiore nazionale, la teuila, chiamata anche Alpinia purpurata.
lunedì 12 aprile 2010
Le Tobago Cays, isole-gioiello delle Grenadine
Sono un piccolo gruppo di isole situate a sud delle altre isole che formano l'arcipelago delle Grenadine, si chiamano Tobago Cays, e da molti sono considerate come le isole più belle di questo arcipelago, per la loro bellezza naturale e anche per il fatto che esse sono disabitate. A impreziosire queste piccole isole sono le barriere coralline che le circondano per lunghi tratti della costa e le acque turchesi che le bagnano. Esse sono delimitate da piccole baie che si susseguono, con spiagge di sabbia bianca e molto fine. All'interno rocce e cactus costituiscono gran parte della natura delle isole. In passato su queste isole c'erano insediate delle piccole attività di pesca che davano cibo e lavoro alla popolazione delle Grenadine, ma oggi le Tobago Cays sono state dichiarate Parco Marino Nazionale dal Governo locale, al fine di proteggerne le bellezze naturali e la biodiversità presente. Esse sono ogni anno meta di turisti che amano i posti incontaminati e il mare pulito e ricco di pesci rari, da godere con un po' di snorkelling o con delle lunghe nuotate. Per farsi un'idea della bellezza di queste isole, su questo sito è possibile vedere una galleria fotografica del luogo, mentre questi sono alcuni video girati là.
mercoledì 7 aprile 2010
Viaggiando nelle tradizioni di Saint Kitts
Saint Kitts è una delle 2 isole che formano lo stato insulare di Saint Kitts e Nevis, conosciuto anche come Saint Cristhoper e Nevis. e situato in America Centrale. Per immergersi nelle tradizioni e nello stile di vita dell'isola, si può viaggiare lungo la Circle-Island Road, che circonda l'isola e che permette di vedere in poco tempo i suoi luoghi più importanti, fatta eccezione della capitale Basseterre. Lungo la strada si possono scorgere gli stretti e vecchi binari dove passano i vecchi treni che trasportano la canna da zucchero. La canna da zucchero è una delle principali risorse dell'isola, e dà da lavorare a molti abitanti del posto. Dopo il taglio delle canne nei campi, esse vengono caricate su questi treni e portate ai mulini. Ruderi di uno di questi mulini possono essere visti nella vecchia piantagione di canna da zucchero, risalente al XVII secolo, della tenuta Wingfield Estate. Nella tenuta, che ospita anche i resti dell'antica casa padronale, è possibile anche vedere in pratica una forma di arte pittorica locale, chiamata batik, che consiste in un particolare processo di tintura dei tessuti con la cera. Nella fabbrica Caribelle Batik, all'interno di Wingfield Estate, oltre a vedere la lavorazione e tutto il processo di tintura dei tessuti, è anche possibile acquistare i prodotti finiti con i tessuti tinti. A sud della tenuta di Wingfield Estate è anche interessante visitare il vecchio villaggio di Old Road Town, ora villaggio balneare. Old Road Town è il luogo dove, nel 1623, sbarcarono i primi coloni inglesi, ma già prima di quella data questo posto era abitato, come rivelano i petroglifi caraibici in mostra.
martedì 30 marzo 2010
Il monte Elbrus, la cima più alta della Russia
Si chiama Elbrus ed è la vetta più alta della Russia e di tutta la catena del Caucaso. Di tutte le cime di questa catena l'Elbrus si trova circa in mezzo, al confine con la Georgia, a poco più di 60 km dalla città di Kislovodsk. Nell'antichità questo monte era chiamato Strobilus e secondo antiche credenze mitologiche era il luogo dove era stato incatenato Prometeo. Il nome attuale del monte Elbrus, invece, sembra significhi "picchi gemelli", dato che la cima può considerarsi costituita in realtà da due differenti picchi, che sono quasi uguali in altezza: la cima orientale infatti raggiunge i 5.621 metri, mentre quella occidentale arriva a 5.642 metri. Il monte Elbrus è un vulcano spento la cui ultima eruzione risale a circa 2.000 anni fa. I suoi pendii sono ricoperti di ghiacciai, e su questi ghiacciai si sono succedute le cordate che andavano alla conquista della vetta. La prima scalata della cima occidentale avvenne nel 1874, mentre quella della cima orientale avvenne nel 1829. Per iniziare ad ammirare la maestosità di questa montagna è possibile guardare queste immagini, oppure alcuni di questi video.
lunedì 22 marzo 2010
I Twa, abitanti originari del Ruanda
Attualmente sono una strettissima minoranza della popolazione ruandese, ma i Twa sembra che siano stati i primi a popolare la terra che va oggi sotto il nome di Ruanda. I Twa, che si dice siano intorno all'1% della popolazione ruandese, sono chiamati anche Abatwa o Batwa, e vengono definiti pigmei. Oltre che in Ruanda, alcuni Twa sono insediati oggi anche in Burundi, nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Essi originariamente, quando erano soli in questo pezzo d'Africa, vivevano di caccia e di raccolta ed erano prevalentemente nomadi. Successivamente, ogni volta che arrivavano altri popoli in quella terra d'Africa, essi venivano segregati ed emarginati. Capitò con gli agricoltori Hutu nel corso del I millennio d.C., capitò con gli allevatori Tutsi intorno al XIII-XIV secolo, e capitò con i colonizzatori europei a partire dal XIX secolo d.C. A causare questo loro triste destino furono sia fattori ambientali sia fattori culturali. Infatti da una parte la progressiva colonizzazione di altri popoli andò a modificare profondamente l'ecosistema di quella zona d'Africa, eliminando parti significative di foresta tropicale, e quindi togliendo ai Twa il loro habitat naturale, trasformato di volta in volta in terra coltivabile, in pascoli o in culture intensive e, più recentemente, in riserve protette per la caccia, le esercitazioni militari e lo sfruttamento turistico; dall'altra spesso essi furono considerati dai colonizzatori come un popolo inferiore da sottomettere, come è successo del resto in tante altre storie di colonizzazione in giro per il mondo. I Twa parlano la stessa lingua degli Hutu e dei Tutsi, il Kinyarwanda. Oggi i Twa fanno fatica a vivere di caccia e raccolta, proprio perché progressivamente sono stati tolti loro tutti i territori in cui potevano condurre tranquillamente questo tipo di vita. L'ultimo caso di questo fenomeno è stato quello degli Impunyu, un gruppo Twa che fino a pochi anni fa ha vissuto nelle foreste del nord del Ruanda, dedicandosi alla caccia, alla raccolta e alla coltivazione di qualche piccolo campo. Ma nei primi anni '80 anche loro furono costretti a lasciare la loro terra in quanto parte delle foreste in cui vivevano furono disboscate per un progetto della Banca Mondiale per lasciare il posto a pascoli e piantagioni di tè. Non prevedendo questo progetto alcun piano di reinserimento degli Impunyu, la maggior parte di essi furono costretti all'accattonaggio. Molti Twa oggi vivono producendo e vendendo prodotti di ceramica, ma la crescente importazione di contenitori di plastica sta insediando anche questa loro attività. Ad essi allora spesso non rimane che lavorare alle dipendenze delle altre comunità del Ruanda. Il loro stato di segregazione oggi in Ruanda è dimostrato dal fatto che essi non possono usare le fontane pubbliche, che molti di loro vengono ancora oggi uccisi quando cercano di acquistare un po' di terra, o arrestati perché spesso non sono in grado di pagare le tasse; i figli di quei Twa che non possono permettersi di pagare la tassa matrimoniale non hanno documenti personali perché non vengono ufficialmente riconosciuti; nei campi profughi ruandesi spesso i Twa sono discrimati, e se nel campo c'è poca acqua o poco cibo, allora per un Twa è molto più difficile sopravvivere che per un ruandese di un'altra etnia; e siccome tanti Twa non hanno i documenti, espatriare o rimpatriare è per loro molto più difficile che per gli altri ruandesi. Tra il 1991 ed il 1992 un gruppo di Twa ha fondato due organizzazioni per la difesa dei proprio popolo: l'APB (Association pour la Promotion des Batwa) e l'ADBR (Association pour le Développement Globale des Batwa de Rwanda). L'APB ha portato avanti un programma di formazione per sarti e falegnami, un'associazione femminile ed una compagnia di musica e danza, arte, quest'ultima, in cui i Twa sono molto abili. A questa pagina si possono vedere alcuni video in cui i Twa ballano e cantano.
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