giovedì 19 aprile 2007

Nel deserto più asciutto del mondo

A nord del Cile, tra la catena andina e la cordigliera della costa sul pacifico, si trova il deserto di Atacama, che vanta il non invidiabile primato di deserto più asciutto del mondo (senza considerare forse le valli asciutte di McMurdo in Antartico). Tanto per fare un paragone è considerato 50 volte più arido della Death Valley in California. La piovosità media di questa zona è appena di 3 mm all'anno e addirittura vi un periodo in cui non piovve per 40 anni di seguito.
Non vi sono oasi e la sua escursione termine diurna oscilla tra gli 0° notturni e i 25°-30° diurni.
Se si vuole visitare la parte più asciutta del deserto bisogna andare nella zona denominata La doppia ombra della pioggia.
Nella zona vi sono soltano pochi indios Chandos e bianchi che lavorano nei giacimenti di nitrati e nei ricchi depositi di rame. E' proprio dal nome di questa regione del Cile che deriva il nome del minerale tipico dei giacimenti di rame, l'atacamite. La zona è il più grande serbatoio naturale del mondo di nitrato di sodio. Per chi volesse avventurarsi nel deserto di Atacama, è possibile raccogliere informazioni utili su questo sito.

mercoledì 18 aprile 2007

Ecoturismo al confine tra Cile e Guatemala

La strada che porta dall'altipiano presso Comitàn a Frontera corozal, lungo le sponde del rio Usumacinta, è un tortuoso percorso attraverso un paesaggio incredibile.
Si superano le splendide Lagunas de Montebello, una serie di specchi d’acqua blu e verde smeraldo circondati da pinete, e si percorre una discesa verso la giungla, costeggiando il confine con il Guatemala. Per questo la strada si chiama carretera fronteriza.
Fino alla cittadina di Benemerito de las americas, è possibile osservare con i propri occhi il frutto di decenni di sfruttamento irrazionale del territorio, durante i quali i campesinos venivano mandati via senza nessuna forma di sussidio e terreni estesi e spesso improduttivi venivano sfruttati dai latifondisti, a spese della selva, che ha iniziato una lunga ma inesorabile agonia.
Gli abitanti di Frontera corozal hanno fore trovato un modo per porre fine a questi sfruttamento, promuovendo progetti di ecoturismo attraverso i quali i turisti possono godere la bellezza del rio Usumacinta, la ricchezza di vita lungo le sue sponde (da non perdere le scimmie urlatrici) e, a pochi km di distanza, le rovine maya di Yaxchilan e Bonampak.

martedì 17 aprile 2007

Là dove si produce il Chianti Classico

L’area geografica dove si produce il Chianti DOCG, denominato con diritto Classico, si trova nelle province di Firenze e Siena, in particolare fra le colline del Chianti e quelle a ovest della Val di Pesa e della Val d’Elsa. Le località dove poter trovare le cantine dove si produce il Chianti Classico sono Greve, Panzano, Volpaia, Radda, Gaiole e Monteriggioni.
A Greve si trova la Casa Vinicola Carpineto Snc, il Castello di Querceto, il Castello di Uzzano e il Castello di Verrazzano. A Panzano si puà andare nella Basilica Cafaggio Società Agricola, mentre a Radda si trova il Podere Terreno alla via della Volpaia e il Castello d'Albola Soc. Agr. Semplice.
A Gaiole si possono visitare le Cantine del Castello di Brolio e il Castello di San Donato in Perano.
A Monteriggioni infine vi è il Castel Pietraio.
Nel visitare queste località è consigliabile anche una sosta nella piazza del mercato di Greve, ricca di pievi e chiese rurali e disseminata di castelli e borghi feudali, che dopo la conquista e la successiva trasformazione da parte dei fiorentini sono divenuti residenze signorili, ville e ville-fattorie. Da godere anche innumerevoli fattorie e castelli che si trovano intorno a Gaiole, almeno una quindicina, alcuni dei quali decisamente di grande rilievo storico e vinicolo.

lunedì 16 aprile 2007

Tra le Langhe degustando il Barolo

Il nome Barolo dato al noto vino rosso piemontese deriva da una località omonima, situata nelle Langhe, le caratteristiche colline dai dolci profili, che rincorrendosi delineano il paesaggio di una ben precisa zona del Piemonte.
Uno dei modi più "gustosi" per visitare queste terre del Barolo è quella di effettuare il percorso enoturistico che parte da Alba e che arriva proprio a Barolo. In Alba si può visitare la Distilleria S. Teresa dei Fratelli Marolo S.r.l, che produce grappe di monovitigno con una gamma assai vasta di grappe, soprattutto piemontesi. Ma oltre al vino e alle grappe, ad Alba vale anche la pena visitare la tipica piazza del Risorgimento dove si erge il Duomo, dedicato a San Lorenzo, con l'imponente campanile lombardo-gotico. Al suo interno vi è un pregevole coro ligneo intarsiato risalente al '500 e un bassorilievo del '400.
Da Alba si attraversano poi le Langhe per arrivare fino a Barolo, dove non si può perdere la visita al Castello Comunale Falletti di Barolo, di origini antiche e ristrutturato nell'Ottocento, dove si possono visitare gli appartamenti nei quali soggiornò Silvio Pellico.
All’interno del castello si trova la scuola alberghiera, il museo etnografico e l'Enoteca Regionale del Barolo.
Qui a Barolo, come si può immaginare innumerevoli sono le cantine da visitare. Una è la Terre da Vino, poi vi è la cantina Fratelli Serio e Battista Borgogno, le Cantine dei Marchesi di Barolo e l'Azienda Agrivinicola Sebaste, dove vengono prodotte le uve non solo del Barolo, ma anche del Dolcetto, del Barbera, del Freisa e del Nebbiolo.

Fare trekking sulla Cordillera Blanca

All'interno del Parco Nazionale Huascaràn, si trova una delle più belle catene montuose del Perù, la Cordillera Blanca, che si estende per 180 chilometri e include il picco piu’ alto del Perú (Huascarán, 6.768 metri) ed una delle montagne piu’ belle al mondo (Alpamayo, celebre per la sua parete nord-ovest a forma di piramide).
Vi sono su questa catena diversi percorsi di trekking, tra cui il Santa Cruz trek (5 giorni tra lagune, nevai e passi a 5000 metri di altitudine), il Laguna Churup trek, il Quilcayhuanca trek e lo Ishinca trek, che offrono tutti stupende viste delle cime innevate della Cordillera Blanca.
Un percorso di trekking molto interessante è anche quello che porta al Nevado Copa, cima dalle forme arrotondate che ha la fama di essere il "seimila" più facile della Cordillera Blanca.
Per ulteriori informazioni su trekking ed alpinismo sulla Cordillera Blanca, consiglio di andare su questo sito. Oppure è possibile rivolgersi alla Asociacion de Guias de Montaña del Perú.

sabato 14 aprile 2007

Nel parco nazionale del golfo di Orosei - Gennargentu

E' uno dei parchi più belli di tutta la Sardegna e comprende il Gennargentu (“porta d’argento”), imponente complesso di scisti paleozoici dalle pendici boscate e le cime steppose, che costituisce la massima elevazione dell’isola (Punta Lamarmora, 1834) e il Supramonte, vastissimo altopiano di calcari e dolomie del mesozoico (Monte Corrasi, m 1463), ricco di acque sotterranee e caratterizzato da un paesaggio tormentato e selvaggio.
Tra i siti più belli: il Supramonte di Oliena e la valle di Lanaittu; il Supramonte di Orgosolo, nel quale sopravvivono lecci ultrasecolari; la sorgente carsica di Su Gologone, la più importante della Sardegna; il canyon di Su Gorropu, il più profondo d’Italia, con pareti alte sino a 450 m; la dolina di Su Suercone, immenso inghiottitoio che include una stazione di tassi secolari, cavità e voragini; le grotte Su Bentu e Sa Oche, estese per circa 15 km; il golfo di Orosei, naturale appendice a mare del Supramonte, che si estende da Cala Gonone a Santa Maria Navarrese con scenografiche pareti calcaree a falesia, dove si aprono grotte ed incantevoli calette.
L’area del parco conserva anche importanti siti archeologici: la grotta Corbeddu, che ha restituito i più antichi resti ossei della Sardegna (paleolitico inferiore); il villaggio nuragico del Monte Tiscali, quasi intatto nel profondo di una dolina, e quello di Sa Sedda e Sos Carros, cui è annessa un’ area sacra. Risalgono al neolitico i graffiti rupestri della grotta del Bue Marino-Dorgali, ma abbondano nel restante territorio i monumenti prenuragici (domus de janas, dolmen, menhir) e nuragici (nuraghi, villaggi, santuari, tombe dei giganti).

venerdì 13 aprile 2007

In cima al vulcano Misti

Il Vulcano Misti è il punto di riferimento di tutta la cordigliera vulcanica del sud del Perù. E' altro 5.825 metri e arrivare fino in cima è un'emozione indescrivibile.
Salendo sulle pendici del vulcano, due sono i luoghi particolarmente interessanti da vedere.
Uno è il cratere attivo del Misti che si trova in mezzo al cratere principale. Per visitarlo tutto ci si impiega più o meno 20 minuti. E' un foro di circa 900 metri di longitudine, e colpiscono i vapori sulfurei che emana, anche se quasi non si sente l'odore di zolfo.
Il secondo luogo da vedere è la Cruz del Misti, il punto più alto del vulcano, che si trova in cima ad una cresta. Alla croce si arriva dopo circa 40 minuti di cammino sulla cresta e dalla croce è possibile apprezzare tutta la valle di Arequipa, la sierra alta, la laguna Salinas, il Chachani (alto 6.070 m) e la diga di Aguada Blanca. Questo è anche il punto da cui si può godere di una delle viste più spettacolari del cratere.